Lentini sprofonda per l’ennesima volta nelle sabbie mobili del dissesto finanziario. A dare l’ufficialità di una crisi che era ormai nell’aria da mesi è stato lo stesso sindaco Enzo Pupillo, in carica da giugno 2026, attraverso una nota che lascia ben poco spazio alle interpretazioni. Una doccia fredda per la cittadinanza, ma non certo una sorpresa per gli addetti ai lavori: già alla vigilia della recente tornata elettorale di maggio, le condizioni delle casse comunali erano note a tutti, pur avendo mantenuto i toni del dibattito politico al minimo per evitare scossoni elettorali.
Il quadro tracciato dalla deliberazione di Giunta Municipale n. 78 del 16 settembre 2026, con cui è stato predisposto il rendiconto di gestione per l’esercizio 2025, descrive una situazione contabile definita dallo stesso primo cittadino come “catastrofica”:
– Disavanzo di amministrazione: al 31 dicembre 2025 ha toccato quota 15.689.391,09 euro.
– Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE): ha raggiunto l’imponente cifra di 27.614.572,15 euro, a testimonianza di una grave e cronica difficoltà nella riscossione delle entrate.
– Nuovo indebitamento: nel biennio 2024-2025 non solo non si è ridotto il disavanzo secondo i piani previsti, ma è stato generato un ulteriore debito di 4.145.477,39 euro.
– Mancato rispetto del piano di rientro: lo scostamento rispetto agli obiettivi fissati nel piano approvato a fine 2022 ammonta a 7.390.227,61 euro.
A rendere la prospettiva ancora più incerta concorrono i dati parziali relativi al primo semestre del 2026, un contenzioso legale ritenuto sottostimato e il continuo accumulo di sanzioni e interessi legati al mancato pagamento delle utenze elettriche dell’ente.
Il punto di svolta politico sta nel netto cambio di narrazione. Fino a pochi giorni fa, dall’amministrazione giungevano rassicurazioni sul lavoro in corso per il rilancio economico, culturale e sociale della città, con la promessa di un futuro all’altezza della storia di Lentini. Oggi, di fronte all’evidenza dei bilanci inviati al Collegio dei Revisori e al Consiglio Comunale, la realtà presenta un conto ben diverso.
Il sindaco attribuisce la responsabilità del crollo alla gestione del biennio 2024-2025, sostenendo che le azioni intraprese nel 2022 e 2023 per uscire dal precedente dissesto siano state del tutto vanificate. Tuttavia, l’opposizione e diversi osservatori sottolineano come il primo cittadino attuale vanti una lunga esperienza all’interno della macchina amministrativa comunale, avendo ricoperto in passato — e per diversi anni — proprio la carica di assessore al Bilancio. Un ruolo che gli ha permesso di conoscere a fondo i meccanismi finanziari del Comune e che rende inevitabile il dibattito sulle responsabilità della continuità amministrativa.
Le prospettive per il comune
Mentre la palla passa ora al Consiglio Comunale e alla Magistratura contabile per l’accertamento di eventuali profili di responsabilità amministrativa, per i cittadini di Lentini si prospetta una nuova fase di pesante rigidità di bilancio. Il ritorno al dissesto comporta il blocco delle spese non obbligatorie, la riduzione dei servizi essenziali al minimo garantito e l’applicazione delle aliquote massime per tributi e tariffe locali, delineando un percorso in salita per la tenuta socio-economica del territorio.
Nello La Fata
