Lentini, il “miracolo” della Rottamazione-Quinques nasconde la beffa: addio alle contestazioni sulle bollette
Lentini – Da un lato il trionfalismo della politica, dall’altro la dura realtà che bussa alla porta dei contribuenti. La recente adesione del Comune di Lentini alla definizione agevolata (la cosiddetta “rottamazione-quinques”), sbandierata dall’amministrazione comunale come un mezzo miracolo a favore dei cittadini, sta rapidamente mostrando l’altra faccia della medaglia. E non è affatto una bella vista.
Se l’amministrazione guidata dal Sindaco Enzo Pupillo rivendica il merito di aver sollecitato il Commissario Straordinario, il Dott. Marco Puglisi, ad approvare il provvedimento prima della scadenza del 31 luglio 2026 per permettere lo stralcio di sanzioni e interessi, tra i cittadini comincia a serpeggiare il malumore.
Dietro i “piccoli sconti” tanto pubblicizzati, si nasconde infatti una vera e propria beffa per migliaia di lentinesi.
Il nodo della riscossione: addio al diritto di contestazione
Il cuore del problema risiede in una decisione a monte, presa dal Commissario Puglisi durante la fase di transizione che ha traghettato il Comune verso le elezioni amministrative di maggio. Con il silenzio assordante dei politici e degli ex amministratori, il Commissario ha infatti affidato la riscossione dei tributi comunali direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Una mossa che oggi produce i suoi effetti più amari e nessun margine di manovra. Chiunque avesse intenzione di contestare bollette idriche o della spazzatura palesemente errate, oggi si trova le mani legate. Errori “blindati”: errori di calcolo, letture idriche mai effettuate dal comune o anomalie nella TARSU/TARI non potranno più essere impugnate con facilità. L’invio dei ruoli all’Agenzia delle Entrate, di fatto, “sana” le inefficienze degli uffici comunali a spese del cittadino.
“Altro che miracolo, questa è una vera e autentica supposta per chi avrebbe potuto contestare errori e letture idriche mai fatte dal comune.”
È questo il commento che circola con insistenza tra i corridoi e le piazze della città. Per molti, l’adesione alla rottamazione non è una scelta di favore, ma un vicolo cieco: o si paga la quota capitale di una bolletta potenzialmente ingiusta, o si va incontro alle procedure esecutive dello Stato. A distanza di appena un mese dall’insediamento della nuova amministrazione, i nodi stanno già venendo al pettine. E il rischio, come sottolineano molti osservatori, è che questo sia solo l’inizio di una lunga serie di brutte sorprese per le tasche dei cittadini.
Di fronte alle prime penalizzazioni e alle proteste dei cittadini la risposta degli attuali amministratori è pronta: “Non siamo stati noi ad affidare la riscossione all’Agenzia delle Entrate, è stata una scelta del Commissario Puglisi”.
Una giustificazione che però non regge del tutto: dov’erano i leader politici e i candidati sindaci mentre il Commissario firmava quel passaggio di consegne così cruciale per il futuro economico delle famiglie lentinesi? Il loro silenzio di allora pesa oggi come un macigno, e gridare al “miracolo” per uno sconto sulle sanzioni non basterà a coprire il danno subito da chi avrebbe voluto, legittimamente, far valere i propri diritti contro bollette pazze.
Nello La Fata
