Lentini – Trentasei giorni. Tanto è passato dal 25 maggio scorso – giorno dello spoglio delle schede elettorali – a ieri, quando la Commissione Elettorale Centrale ha finalmente calato il sipario sulla telenovela delle amministrative lentinesi, proclamando ufficialmente i 16 consiglieri comunali. Un mese abbondante di passioni tristi, vissuto sul filo di un copione che per ampi tratti ha ricordato più una puntata di “Scherzi a Parte” che una solenne pagina di democrazia.
Per settimane la città ha assistito a un balletto di indiscrezioni, verbali ballerini, schede che in alcune sezioni sembravano moltiplicarsi o sparire rispetto al numero dei votanti, ed errori macroscopici. Il tutto condito dal silenzio assordante dei vincitori. Poi, d’un tratto, il colpo di bacchetta magica: il caso viene chiuso, i dubbi archiviati e il 30 giugno si trasforma, per decreto burocratico, nel “giorno del miracolo”. Con buona pace del Santo Patrono.
L’ombra della Procura e i sorrisi di facciata
Dietro i sorrisi distesi del sindaco e del riconfermato consigliere del PD Ciro Greco, restano però i nodi di una vicenda che è tutt’altro che risolta. L’unica certezza di questo mese di “trepida attesa” è che il candidato sindaco del centrodestra, l’avvocato Giuseppe Fisicaro, non è rimasto a guardare. Fisicaro è stato convocato prima in Prefettura e poi in Procura, dove aveva depositato un esposto dettagliato sulle operazioni di controllo svolte nei 32 seggi elettorali.
Chi ha la barba bianca e la testa lucida per gli anni passati sulla strada a masticare cronaca sa bene che l’aria, a Lentini, non profuma affatto di pacificazione. La proclamazione non porterà la tanto sbandierata serenità. All’orizzonte si respirano già eventi politici incandescenti, scosse di assestamento che rischiano di avere ben poco a che fare con il tanto invocato “bene della città”. Dall’altra parte della barricata, il sindaco tira dritto e prova a blindare l’avvio della consiliatura, affidando ai social gli auguri di rito e la mappa del nuovo civico consesso. Un’assise divisa tra i 10 consiglieri di maggioranza e i 6 di opposizione. I motori della macchina amministrativa si riaccendono, ma la sensazione è che il vero dibattito, nei prossimi mesi, non si consumerà solo tra i banchi del consiglio, ma anche nelle aule giudiziarie. La nebbia dei presunti brogli si sarà anche diradata sulla carta, ma i veleni politici sono appena entrati in circolo.
Nello La Fata
