Locali roventi, barriere architettoniche e pavimenti in plastica: slitta l’apertura del secondo piano. E l’ombra del caos energetico spaventa l’Asp di Siracusa.
Lentini – Avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello della sanità territoriale, una valvola di sfogo per alleggerire la pressione costante sul pronto soccorso dell’ospedale di Lentini. L’inaugurazione della nuova “Casa della Comunità” in piazza Aldo Moro era fissata per marzo 2026, a conclusione dei tanto sbandierati lavori di ristrutturazione.
La realtà odierna, invece, racconta una storia di inefficienza e ritardi.
A oggi, gli unici accessi consentiti riguardano esclusivamente il piano terra e il primo piano. Il secondo piano? Ancora del tutto impraticabile.
Una “sauna gratuita” per utenti e personale
Chi ha pianificato l’avvio dei servizi sanitari non ha mostrato grande lungimiranza. Entrare oggi nella struttura non richiede la consulenza di un dietologo: ci ha pensato direttamente l’Asp di Siracusa a regalare a cittadini, pazienti e personale sanitario delle saune a costo zero. I locali sono infatti privi di aria condizionata in giornate torride come queste. Ma il deficit di comfort è solo la punta dell’iceberg: barriere architettoniche: Gli ambienti non sono pienamente praticabili per i disabili; manca una rete internet efficiente e funzionale, un paradosso per una struttura che dovrebbe basarsi sulla digitalizzazione delle cure.
La pavimentazione marmorea originale dell’ingresso è stata parzialmente sostituita con un tappeto di materiale plastico. Il risultato? Un odore sgradevole che asfissia chiunque entri, alimentando la percezione di un cantiere low-cost gestito senza il controllo di personale qualificato.
La promessa dei condizionatori e lo scoglio della cabina Enel
Da Siracusa i vertici dell’Asp provano a gettare acqua sul fuoco, assicurando che i climatizzatori saranno montati la prossima settimana. Una rassicurazione che però si scontra con la dura realtà logistica e strutturale del quartiere.
Per far funzionare i nuovi impianti di condizionamento non bastano i motori e gli split: serve una cabina Enel dedicata, capace di erogare e reggere l’energia elettrica necessaria al complesso.
Il rischio, concreto, è che le tempistiche dichiarate dall’Azienda Sanitaria si rivelino l’ennesimo annuncio a vuoto. Altro che una settimana: i tempi rischiano di dilatarsi ulteriormente.
Un futuro ancora incerto
Se la gestione dei locali già aperti al pubblico naviga ancora in alto mare, la domanda sorge spontanea: quando vedrà la luce la ristrutturazione definitiva del secondo piano?
Per il momento, i cittadini di Lentini devono fare i conti con un paradosso tutto italiano: una “Casa della Comunità” nata per lenire le sofferenze della sanità locale e trasformatasi, nei fatti, nella casa della disperazione e dell’inefficienza.
Nello La Fata
