Caso Francofonte/ Un gruppo di cittadini prende posizione e mette in evidenza il lavoro svolto dal sindaco Arch. Daniele Lentini; mentre le motivazioni del provvedimento governativo sono ancora sconosciute
Riceviamo e pubblichiamo
Francofonte – “In questi otto anni di amministrazione, il Sindaco Daniele Nunzio Lentini ha guidato la città di Francofonte con dedizione, competenza e spirito di servizio, affrontando sfide complesse e lavorando costantemente per il miglioramento del territorio e della qualità della vita dei cittadini.
La sua azione amministrativa è stata caratterizzata dalla ricerca di finanziamenti, dalla programmazione delle opere pubbliche, dall’attenzione al decoro urbano, dal potenziamento dei servizi comunali e dalla valorizzazione dell’identità e delle tradizioni della comunità francofontese.
La riconferma ricevuta alle elezioni comunali del 2023 rappresenta un importante attestato di fiducia da parte dei cittadini, che hanno riconosciuto il lavoro svolto durante il primo mandato e la volontà di proseguire il percorso di crescita intrapreso per la città.
In questi anni, l’amministrazione guidata dal Sindaco Lentini ha perseguito l’obiettivo di costruire una Francofonte più moderna, efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini, attraverso una visione amministrativa improntata alla concretezza e alla programmazione.
Le opere realizzate, i progetti avviati e i finanziamenti ottenuti rappresentano il frutto di un lavoro costante che ha coinvolto amministratori, uffici comunali e cittadini, con l’obiettivo comune di rendere Francofonte sempre più attrattiva, funzionale e proiettata verso il futuro.
L’impegno profuso in questi otto anni testimonia una presenza continua sul territorio e una volontà concreta di affrontare le problematiche della comunità, trasformando le difficoltà in opportunità di sviluppo e crescita.
Tuttavia, la crisi che ha interessato il Consiglio Comunale di Francofonte ha rappresentato uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni.
Tutto ha avuto origine con la decisione di quattro consiglieri comunali eletti all’interno della maggioranza di abbandonare il progetto politico che aveva ottenuto il consenso dei cittadini e passare tra i banchi dell’opposizione. Una scelta che ha inevitabilmente modificato gli equilibri istituzionali e politici usciti dalle urne.
Per molti cittadini, tale decisione è stata difficile da comprendere. I consiglieri che avevano condiviso per anni il percorso amministrativo della maggioranza hanno improvvisamente assunto una posizione contrapposta, trovandosi a votare insieme alle forze politiche che, sin dall’inizio della consiliatura, avevano contestato e contrastato l’azione amministrativa del Sindaco Arch. Daniele Lentini.
Il passaggio all’opposizione dei quattro consiglieri ha determinato una fase di forte instabilità politica. Gli equilibri numerici in Consiglio Comunale sono cambiati, rendendo più complessa l’approvazione di atti fondamentali per la vita amministrativa dell’ente e alimentando un clima di tensione politica che ha inevitabilmente rallentato l’azione di governo.
In questo contesto, il Sindaco Daniele Lentini e la maggioranza rimasta fedele al mandato elettorale hanno continuato a rivendicare il lavoro svolto in favore della comunità, sottolineando come la priorità dovesse restare il bene di Francofonte e non le dinamiche interne alla politica.
La crisi ha aperto un dibattito profondo sul significato della rappresentanza politica, sulla coerenza nei confronti degli elettori e sul rispetto del mandato ricevuto. Da una parte, il diritto di ogni consigliere di compiere le proprie scelte politiche; dall’altra, il legittimo interrogativo di molti cittadini che si sono chiesti se il cambiamento di schieramento fosse coerente con il progetto politico per il quale erano stati eletti.
Al di là delle diverse interpretazioni, resta il fatto che questa vicenda ha segnato una pagina importante della storia politica recente di Francofonte, evidenziando quanto siano determinanti la stabilità amministrativa, il dialogo istituzionale e il senso di responsabilità nei confronti della comunità.
Tra gli eventi che hanno maggiormente segnato la storia recente di Francofonte vi è anche l’insediamento della Commissione d’accesso antimafia e il successivo scioglimento del Comune disposto dal Consiglio dei Ministri.
Nell’agosto del 2025, su disposizione della Prefettura di Siracusa, si è insediata presso il Comune una commissione incaricata di verificare l’eventuale esistenza di condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa dell’ente. Gli ispettori hanno acquisito documentazione e atti relativi al periodo compreso tra il 2018 e il 2025, avviando un’approfondita attività di verifica.
L’avvio dell’ispezione ha immediatamente acceso il dibattito politico cittadino, generando preoccupazione e interrogativi all’interno della comunità. L’amministrazione comunale dichiarò fin da subito la propria disponibilità a collaborare con gli organi dello Stato, manifestando fiducia nel lavoro della commissione prefettizia.
Dopo mesi di accertamenti, la relazione predisposta dalla Commissione d’accesso è stata trasmessa agli organi competenti dello Stato. Sulla base delle risultanze emerse, nel giugno 2026 il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento del Comune di Francofonte per infiltrazioni mafiose, disponendo l’affidamento dell’ente a una commissione straordinaria per diciotto mesi.
Nel comunicato ufficiale del Governo si fa riferimento ad accertati condizionamenti della criminalità organizzata tali da compromettere la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione comunale, nonché il corretto funzionamento dei servizi pubblici e la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
La decisione ha rappresentato un momento particolarmente doloroso per l’intera comunità francofontese, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Lo scioglimento di un Comune per mafia costituisce infatti un provvedimento eccezionale, che colpisce l’immagine dell’istituzione e dell’intero territorio.
Tuttavia, dopo due settimane dallo scioglimento del comune di Francofonte, non sono ancora arrivate le motivazioni riguardanti tale scioglimento.
Intanto il paese è nel caos, immondizia e erbacce circondano le abitazioni e i parchi pubblici e nessuno sembra interessato a risolvere il problema.
L’unico vero dato veritiero resta uno, Daniele Lentini è stato il meglio che Francofonte ha mai potuto avere e non sarà uno scioglimento a distruggere dalla memoria di ognuno di noi, ciò che lui ha fatto per il paese”.
F.to Un gruppo di Cittadini onesti
