Lo dico a ‘La Notizia’
Segnalazioni che arrivano in redazione
Amianto a Lentini: la battaglia di un cittadino contro il silenzio delle istituzioni
Lentini – “Dietro le carte protocollate, le sigle dei procedimenti e il linguaggio ovattato della burocrazia, c’è la storia di un uomo e di una battaglia che riguarda tutti. È quella di Salvatore Carcò, cittadino e lavoratore lentinese che da anni denuncia la presunta presenza di amianto in un impianto di distribuzione carburanti in via Vittorio Emanuele III e l’inerzia di un sistema amministrativo che sembra aver dimenticato la parola “controllo”.
Una relazione istruttoria datata 26 aprile 2026, indirizzata alla futura amministrazione comunale, mette nero su bianco ciò che da tempo circola sottovoce: esistono segnalazioni formali, riscontri documentali e un contenzioso penale tuttora pendente. Il fascicolo, che riguarda il procedimento n. 7827/2024 R.G.N.R. presso la Procura di Siracusa, tocca temi delicati: salute pubblica, sicurezza del lavoro, veridicità degli atti amministrativi e tutela dei diritti fondamentali di un cittadino.
Amianto e silenzi
Secondo quanto emerge dagli atti, la società EG Italia S.p.A. avrebbe ammesso la presenza di materiali contenenti amianto solo nel 2023, a oltre due anni dall’inizio della gestione del sito. In mezzo, mesi di segnalazioni, richieste di intervento, PEC e verbali rimasti senza un seguito visibile.
Se confermate, le omissioni amministrative e i ritardi nei controlli aprirebbero scenari inquietanti per una città che ha già pagato un prezzo alto sul piano della salute ambientale. L’inerzia istituzionale non è solo un problema di burocrazia: può essere una questione di vita o di morte per chi abita, lavora o transita in quelle aree.
Ma l’amianto è solo una parte della storia. Carcò sostiene di essere stato colpito anche da atti amministrativi falsi o viziati che avrebbero distrutto la sua attività economica. Secondo la sua denuncia, un accertamento ispettivo del 2021—alla base di successive sanzioni e provvedimenti—non sarebbe mai stato realmente eseguito. Da lì, una catena di conseguenze: perdita del reddito, isolamento, sofferenze personali e un lungo cammino giudiziario per far emergere la verità.
La relazione invita il Comune a verificare la tracciabilità degli atti, l’identità dei funzionari coinvolti e la coerenza fra ciò che è stato dichiarato e ciò che è realmente avvenuto. Un passo che, se mai compiuto, potrebbe restituire credibilità a un’amministrazione locale troppo spesso percepita come docile di fronte ai poteri forti.
Il nodo politico e morale
Questa vicenda non riguarda solo un distributore o una disputa legale. È un simbolo del divario crescente tra cittadini e istituzioni, del sospetto che gli interessi economici delle grandi compagnie possano valere più della salute delle persone.
Mentre l’Ufficio Incolumità Pubblica del Comune di Lentini avrebbe il compito specifico di intervenire su situazioni di pericolo derivanti da edifici o impianti privati
comune.lentini.sr.it
, non risultano pubblicamente provvedimenti adottati su questo caso. Un silenzio che pesa, soprattutto considerando il valore simbolico e sociale dell’amianto in una terra dove la parola “bonifica” è spesso rimasta lettera morta.
La battaglia di Carcò
Contro questo muro di indifferenza, Salvatore Carcò continua la sua battaglia con un coraggio civile che ricorda le storie di chi, nel Sud, ha pagato sulla propria pelle la fedeltà alla legge. Non parla di vendetta, ma di giustizia sociale e trasparenza amministrativa. Chiede che l’amministrazione comunale – nuova o vecchia che sia – apra gli occhi, verifichi i fatti, e restituisca ai cittadini il diritto di sapere.
Rinascere dalla verità
Se la relazione istruttoria servirà davvero a ricostruire questa storia con rigore, Lentini potrebbe trasformare una ferita in occasione di riscatto. Ma se tutto resterà sepolto nei faldoni, sarà l’ennesima prova che anche in una piccola città siciliana il potere può ancora più del diritto.
Perché il vero amianto, oggi, non è solo quello che intossica i polmoni, ma quello che corrode la fiducia nei cittadini e nei loro amministratori”.
