L’ordinanza del Commissario Puglisi solleva polemiche: perché chiudere l’intero parco e non solo la zona a rischio? Silenzio assordante dalla politica.
Lentini – Una decisione che è caduta come una scure sulla quotidianità dei lentinesi: la chiusura totale della Villa Comunale “Gorgia”. Il provvedimento, firmato dal Commissario straordinario dott. Puglisi, nasce da criticità strutturali legate alla storica ringhiera che si affaccia su via dello Stadio, giudicata non rispondente ai requisiti minimi di sicurezza per l’incolumità pubblica.
Se il tema della sicurezza è indiscutibile, a sollevare un polverone di indignazione è la modalità dell’intervento. Per oltre settant’anni, quel giardino — unico vero polmone verde e centro di aggregazione della comunità — ha convissuto con i limiti della struttura.
Il precedente dei “giorni delle partite di calcio”
I cittadini ricordano bene come, storicamente, il rischio venisse gestito con buonsenso e pragmatismo. Durante i match della squadra locale allo stadio comunale, l’area critica veniva semplicemente transennata e presidiata dalla Polizia Municipale. Un’ordinanza limitata impediva l’affaccio sulla ringhiera, permettendo però alla cittadinanza di continuare a godere del resto del parco.
Perché oggi non si è scelta la stessa via? È la domanda che rimbalza tra le segnalazioni giunte in redazione. Chiudere l’intera Villa invece di delimitare solo la zona pericolosa appare ai molti come una soluzione drastica, una “scorciatoia burocratica” che priva i residenti del loro unico spazio sociale dall’oggi al domani.
Le proposte della cittadinanza
La soluzione sembra essere a portata di mano: delimitazione selettiva: utilizzare transenne fisse per isolare il perimetro della ringhiera su via dello Stadio; affidare la sorveglianza non solo ai Vigili Urbani, ma anche alle numerose associazioni di volontariato locale e di protezione civile, già esperte nella gestione dei flussi durante gli eventi pubblici.
Un silenzio elettorale che “insospettisce”
Ma oltre al disagio pratico, emerge un dato politico preoccupante. In piena fermentazione per la scelta della nuova guida della città, stupisce il silenzio assordante dei candidati a sindaco e dei futuri consiglieri comunali.
Chiudere Villa Gorgia è, metaforicamente, come “accecare” una comunità. È possibile che una problematica sociale così sentita, che tocca anziani, bambini e famiglie, non trovi spazio nei programmi e nelle dichiarazioni di chi aspira a governare Lentini?
La cittadinanza attende risposte, ma soprattutto attende di veder riaperti quei cancelli che non sono solo ferro e lucchetti, ma il simbolo stesso della vita civile lentinese.
Nello La Fata
