LENTINI – La città del Leone si risveglia dal torpore amministrativo, ma il clima non è esattamente dei più sereni. Dopo il terremoto politico che ha portato alla sfiducia del precedente sindaco — travolto dalle critiche per una gestione definita da molti disastrosa e incapace di rispondere alle esigenze primarie dei cittadini — la corsa verso Palazzo di Città è ufficialmente iniziata.
L’entusiasmo, almeno nelle piazze, sembra alle stelle. Negli ultimi giorni si è assistito a un vero e proprio rito collettivo: l’inaugurazione in pompa magna delle sedi dei comitati elettorali. Nastri tagliati, spumante, applausi scroscianti e sorrisi a trentadue denti hanno accolto l’apertura dei quartier generali che dovrebbero essere la “fucina delle idee” per il futuro di Lentini.
Coalizioni Pronte, Idee… In Corso di Caricamento
Il quadro politico appare ormai delineato. I grandi blocchi si sono compattati: da una parte il centrodestra, dall’altra il centrosinistra. Entrambi gli schieramenti si presentano uniti, almeno sulla carta, pronti a darsi battaglia per raccogliere l’eredità pesante del sindaco sfiduciato.
Tuttavia, tra un brindisi e una stretta di mano, emerge un dettaglio che non è passato inosservato ai più attenti osservatori: il programma elettorale. La prassi democratica vorrebbe che una coalizione si formasse attorno a una visione condivisa, a un documento scritto che spieghi come risolvere il problema dei rifiuti, come risanare il bilancio o come rilanciare l’agricoltura locale. Eppure, ad oggi, le scrivanie delle sedi appena inaugurate sono tristemente vuote.
L’Ironia dei Cittadini: Il “Programma delle Poltrone”
In assenza di proposte concrete su carta, nei bar e sui social comincia a circolare un sospetto condito da una buona dose di ironia. Se il programma amministrativo non c’è, qual è il collante che tiene insieme forze politiche spesso eterogenee?
“Forse non hanno presentato il programma perché sono troppo impegnati con quello delle poltrone,” commenta amaramente un cittadino davanti a un caffè.
L’impressione, per molti, è che il dibattito interno non sia focalizzato su “cosa fare” per Lentini, ma su “chi mette chi” e in quale assessorato. Una sorta di Tetris del potere dove l’incastro perfetto dei nomi sembra precedere la pianificazione del futuro della città.
Un Vuoto da Colmare
Mentre le coalizioni si godono i festeggiamenti per l’apertura delle loro sedi luccicanti, la città resta in attesa di contenuti. Lentini, reduce da una presunta gestione fallimentare, non può permettersi un altro salto nel buio guidato solo dalla spartizione degli incarichi.
Restiamo in attesa che, tra un brindisi e l’altro, qualcuno si ricordi di impugnare una penna e scrivere, finalmente, cosa intende fare per questa terra. Altrimenti, l’unica cosa “nuova” di queste elezioni rischiano di essere solo le targhe sulle porte degli uffici comunali.
