Da mesi la popolazione di Lentini affronta disagi continui legati alla carenza di acqua potabile, interruzioni improvvise, cali di pressione sono diventati la normalità per famiglie, attività commerciali e aziende. Le cause sono note e ripetitive, rotture frequenti delle pompe di sollevamento, perdite ingenti lungo la rete idrica distribuita sul territorio e interventi di riparazione che spesso si protraggono per giorni.
Una criticità che non può essere addebitata, se dovesse essere confermata, all’attuale amministrazione comunale. Le radici del problema affondano invece in scelte, gestioni e carenze che appartengono alle precedenti amministrazioni, anche se chi ricopriva ruoli di responsabilità conosceva perfettamente lo stato della rete e le sue fragilità, ma non ha messo in atto azioni strutturali per risolverle.
Un primo punto da chiarire, per evitare facili equivoci, riguarda il personale del Comune il numero di dipendenti in servizio rientra perfettamente nella media dei comuni siciliani con analoghe dimensioni e numero di abitanti.
Non è quindi la scarsità di risorse umane il nodo centrale. Il limite, piuttosto, sta nel livello di preparazione e aggiornamento professionale. Manca una formazione specifica e continua che permetta al personale di operare con autonomia, consapevolezza e competenza.
È il caso della gestione della rete idrica, ogni volta che si verifica una perdita, l’amministrazione si affida sistematicamente a ditte esterne per la ricerca del guasto e la riparazione, chi fi competenza non conosce forse i geofoni, non credo perché le ditte esterne li rilevano con questi strumenti.
L’ufficio tecnico non dispone di un piano organico di monitoraggio, manutenzione preventiva o di gestione della rete. Non vengono utilizzati strumenti digitali ormai diffusi e accessibili come QGIS, il software libero per la gestione dei dati geografici che permetterebbe di mappare le tubature, individuare le aree più critiche, pianificare interventi mirati e tenere sotto controllo l’intero sistema idrico in modo preciso e tempestivo. Senza questi strumenti e senza le competenze per usarli, ogni intervento rimane reattivo, occasionale e costoso, invece di essere programmato e strategico.
Lo stesso approccio si ritrova in altri settori chiave, a cominciare dalla gestione dei dati e dalle procedure elettorali. Anche in questo ambito, l’amministrazione ricorre abitualmente a professionisti o ditte esterne per l’inserimento dei dati, la gestione delle operazioni e l’assistenza tecnica. Il personale interno non è messo nelle condizioni di acquisire le conoscenze necessarie per svolgere queste funzioni in autonomia, fino al punto da non essere in grado di gestire neanche le attività di backoffice del sito web del comune dalla gestione dei flussi informatici alla compilazione e aggiornamento delle banche dati, passando per le procedure amministrative ordinarie.
Eppure le soluzioni esistono e sono anche gratuite. Le amministrazioni pubbliche possono accedere a numerose piattaforme nazionali e regionali che offrono corsi di formazione, materiali didattici e percorsi di aggiornamento professionale dedicati ai dipendenti degli enti locali. Strumenti che coprono anche l’uso di software specifici, la gestione delle reti infrastrutturali, la digitalizzazione dei servizi e le procedure amministrative. La formazione non è un costo, ma un investimento vitale è l’unico modo per rendere il Comune autonomo, efficiente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini.
La crisi idrica di Lentini non è quindi solo un problema di tubature vecchie o pompe difettose è soprattutto il sintomo di una gestione che per troppo tempo ha rinunciato a valorizzare le risorse interne, preferendo delegare all’esterno invece di costruire competenze.
Superare questa fase significa cambiare rotta mettere al centro la formazione, dotare l’ufficio tecnico di strumenti adeguati, pianificare la manutenzione e rendere il personale protagonista della gestione dei servizi pubblici. Solo così si potrà garantire un approvvigionamento idrico regolare e di qualità, e restituire efficienza e dignità all’azione amministrativa.
Ora mi chiedo e vi chiedo, è pretendere troppo dai cittadini di Lentini arrivare a questi risultati. Avremo assessori capaci di proporre piani di ammodernamento dei servizi essenziali, sapranno convincere i dipendenti ad aggiornarsi ed essere utili nell’affrontare le future sfide. Sapranno delegittimare quelli che ostacolano questa transizione e conferire gli incarichi ai dipendenti giusti.
Hai futuri l’ardua sentenza.
