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Desidero innanzitutto rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i membri e componenti di questo Consiglio comunale, al Presidente per aver convocato questa seduta aperta, e al Sindaco per averne promosso la convocazione e reso possibili questi interventi.
I problemi di Lentini sono noti a tutti ormai da diversi anni. Eppure, nonostante la situazione che abbiamo vissuto e che continuiamo a vivere, credo che debba essere riconosciuta ai lentinesi una grande capacità di pazienza, di tolleranza e di longanimità nei confronti delle amministrazioni che si sono succedute in questi 11 anni. Avrei voluto trattare tutti gli argomenti con più dettaglio, ma il tempo non lo consente.
Faccio un piccolo appunto sulla riscossione, verificherei, prima di procedere coattivamente, che ogni posizione sia correttamente determinata e che il credito sia realmente dovuto, liquido ed esigibile, soprattutto per il servizio idrico e la TARI.
Perché, se emergessero irregolarità, il problema non sarebbe soltanto quello delle singole opposizioni, ma potrebbe aprirsi anche la strada, ad un’iniziativa collettiva, una class action pubblica, con conseguenze giuridiche e politiche ben più rilevanti per l’amministrazione.
Ricordo che con la Delibera ARERA 547/2019, a partire dal 1° gennaio 2020 la prescrizione dei consumi idrici è scesa da 5 a 2 anni. Il comune nell’Ordinanza Sindacale n. 28 del 23/12/2016 e Ordinanza Sindacale n. 34 del 18/10/2018 dichiarava la non potabilità. Ne avete tenuto conto?
Sindaco, nel suo programma c’è scritto che avreste aiutato le famiglie in difficolta con piani di rateizzazione, che non avreste percorso pratiche vessatorie, che avreste introdotto il baratto sociale.
La domanda quindi è semplice: prima di avviare una riscossione di massa, non sarebbe più prudente verificare ogni posizione e valutare eventuali soluzioni alternative, dove possibile?
Parliamo dell’acqua, il problema è strutturale: rete vetusta, perdite superiori al 50% e costi di manutenzione crescenti.
Sindaco, assessori, spero che i ricalcoli dei dati relativi ai consumi effettivi che appronterete, porti a una valutazione equilibrata e assennata, come previsto nel vostro programma.
Anche perché certi atti lasciano perplessi, so che non compete questa amministrazione ma il cittadino guarda il risultato. Nella determina settoriale N.75 del 19/03/2025, che fa riferimento ad un atto del CC e la determina 370 16/04/2024 si affidano lavori di manutenzione della rete idrica per un importo di 182.878,00€ fino al 31/12/2024.
Dalle schede di lavorazione riportate nella determina, risultano 285 interventi in 259 giorni.
La domanda è: ma perché non abbiamo visto nessun beneficio.
Inoltre, perché il Comune non si è dotato di strumenti per individuare le perdite e formare personale interno? Avremmo avuto interventi più rapidi e minori costi.
Ci sono aziende che vendono gli strumenti e fanno pure i corsi per l’utilizzo.
Meno spesa per le emergenze, più investimenti per risolvere i problemi alla radice.
Il punto, che ritengo il più importante e soprattutto, quello che potrebbe avere le maggiori conseguenze economiche per i cittadini: Aretusacque.
Sindaco, con molta franchezza non ho capito fino in fondo il senso del suo intervento all’Assemblea dell’ATI.
E’ stato lei, a giugno del 2023, a chiarire il perché erano nate le ATI al Dott. Liistro, (voglio usare una sua definizione) se vuole che Lentini SIA il brutto anatroccolo, perché quella dichiarazione. Consigliere Greco, consigliere Marchese vi invito a rileggere le vostre dichiarazioni in quell’atto,
perché adesso questo silenzio.
Comprendo che il passaggio al nuovo gestore rappresenta per il Comune un fardello in meno.
Ma lei Sindaco, non è soltanto il rappresentante dell’ente che deve rispettare una normativa.
Lei è il Sindaco di Lentini e ha giurato con scrupolo e coscienza nell’interesse del comune.
E in quanto tale, ha il dovere di rappresentare gli interessi della nostra comunità di tutelare i cittadini, di cercare all’interno delle regole esistenti, le condizioni migliori perché il nuovo sistema produca un servizio migliore e non semplicemente il passaggio ad un nuovo interlocutore.
Sono consapevole che il quadro normativo non consente a Lentini di sottrarsi unilateralmente all’organizzazione del Servizio Idrico Integrato.
Il D.Lgs. 152 del 2006, in particolare all’articolo 147, disciplina l’organizzazione territoriale del servizio attraverso gli Ambiti Territoriali Ottimali, mentre l’articolo 149 individua nel Piano d’Ambito lo strumento fondamentale di programmazione del Servizio Idrico Integrato. Oltre la Regione Siciliana che ha disciplinato il settore, con la legge regionale n.19 del’11 agosto 2015.
Non sto proponendo di uscire dall’ATI, o di creare un nuovo ATO o di costruire un sistema alternativo.
Al contrario.
Sto proponendo di utilizzare fino in fondo gli strumenti che l’ATI mette a disposizione.
Il Piano d’Ambito prevede un’articolazione territoriale delle attività operative. Ed è proprio da questo principio che, possiamo partire.
La proposta è molto semplice:
Lentini potrebbe diventare il Centro Operativo Territoriale Nord di Aretusacque, con competenza funzionale, almeno sui territori di Lentini, Carlentini e Francofonte.
Non si tratta di creare un nuovo gestore.
O un nuovo soggetto giuridico.
O sottrarre competenze ad Aretusacque.
E nemmeno di creare una gestione autonoma.
Si tratta di organizzare territorialmente il gestore unico, in modo da garantire una presenza operativa più vicina ai cittadini.
E Lentini, per ragioni geografiche, infrastrutturali, logistiche e gestionali è la miglior candidata.
Lentini costituisce un importante centro urbano della parte settentrionale della provincia e presenta una naturale relazione funzionale con Carlentini e Francofonte.
Esistono inoltre collegamenti e interdipendenze che riguardano le reti acquedottistiche, il sistema fognario, gli impianti e le infrastrutture del SII oltre il depuratore.
Per questo ritengo ragionevole chiedere che a Lentini venga individuato un presidio operativo territoriale adeguatamente dimensionato.
Un centro che possa occuparsi, in particolare, di:
- pronto intervento;
- rotture delle condotte;
- guasti agli impianti;
- interruzioni del servizio;
- problemi della rete fognaria;
- emergenze;
Non voglio stabilire quanti dipendenti o cosa debbano essere assegnati. Questo spetta ad Aretusacque, nell’ambito della propria autonomia organizzativa.
Ma credo sia assolutamente legittimo chiedere che, a fronte delle funzioni attribuite al Centro, venga garantita una dotazione adeguata di personale, mezzi, attrezzature e materiali.
In altre parole. Non un ufficio amministrativo, ma un vero presidio operativo.
E c’è un’altra questione che considero fondamentale, gli investimenti.
Il passaggio ad Aretusacque non può significare semplicemente cambiare il soggetto che gestisce il servizio.
Deve significare anche programmare finalmente gli interventi necessari sul nostro territorio.
Per questo è opportuno la predisposizione di un Piano Territoriale degli Interventi 2027–2036 per Lentini, Carlentini e Francofonte, coerente con il Piano d’Ambito e con gli strumenti di programmazione sovraordinati.
Un piano che individui con chiarezza: Reti, Ammodernamenti, rete Fognaria e quanto necessario,
e soprattutto quando verranno realizzati.
Perché un investimento che non ha una programmazione territoriale, una priorità e una scadenza rischia di rimanere semplicemente una promessa.
E invito anche questa amministrazione a presentare una programmazione chiara, strutturata e scadenzata per evitare che siano solo promesse.
Inoltre sarebbe opportuno istituire un quadro annuale degli investimenti territoriali, in modo che i Comuni e i cittadini, possano verificare cosa è stato programmato, cosa è stato finanziato e cosa è stato effettivamente realizzato.
E c’è un ulteriore vantaggio che non va trascurato: il coordinamento con la manutenzione stradale.
Quante volte abbiamo visto una strada appena rifatta e, dopo pochi mesi, nuovamente aperta per un intervento sulla rete idrica o fognaria?
Questo significa duplicare i costi, creare disagi ai cittadini e compromettere i lavori appena eseguiti.
Perché non programmare gli interventi?
Se il Comune deve rifare una strada, Aretusacque dovrebbe verificare preventivamente lo stato delle reti presenti sotto quella strada.
Se è necessario intervenire sulla rete idrica o fognaria.
L’intervento dovrebbe essere coordinato, prima del rifacimento del manto stradale.
È semplice programmazione.
E programmare significa risparmiare denaro pubblico.
In sintesi, chiedo all’Amministrazione, dopo un accordo con i comuni menzionati, di sottoporre all’ATI e Aretusacque le seguenti richieste:
A. individuare una Area Operativa Territoriale Nord;
B. individuare Lentini quale sede del Centro Operativo;
C. garantire una dotazione adeguata di personale, mezzi e attrezzature;
D. predisporre un Piano Territoriale degli Interventi 2027–2036, coerente con il Piano d’Ambito;
E. predisporre un quadro annuale degli investimenti territoriali;
F. istituire un tavolo permanente di confronto tra ATI, Aretusacque e Comuni;
G. coordinare gli interventi sulle reti idriche e fognarie con la manutenzione e il rifacimento delle strade;
E voglio essere molto chiaro su un punto.
Questa non è una proposta contro Aretusacque.
Al contrario, è una proposta affinché Aretusacque possa funzionare meglio sul nostro territorio.
Il gestore unico può avere una dimensione provinciale, ma il servizio non può essere percepito dal cittadino come qualcosa di lontano.
Ha bisogno che qualcuno intervenga.
Quando manca l’acqua, quando una fogna si intasa, quando una strada deve essere aperta per una perdita, il cittadino ha bisogno di una risposta rapida.
Per questo chiedo al Sindaco e all’Amministrazione, di non limitarsi ad accompagnare il passaggio ad Aretusacque.
Chiedo di governarlo.
E di farlo portando al tavolo dell’ATI e di Aretusacque una proposta precisa: un centro operativo strategico per la gestione del servizio idrico dell’area nord.
Purtroppo, il tempo a mia disposizione non mi consente di approfondire ulteriormente tutti i punti che ho esposto.
Ho però predisposto una bozza di documentazione che raccoglie e approfondisce le proposte e le considerazioni alle quali ho fatto riferimento, che metto volentieri a disposizione del Consiglio, dell’Amministrazione e di tutti coloro che vorranno esaminarla.
Vorrei concludere con una considerazione.
Criticare ciò che non funziona non significa essere contro la propria città, così come segnalare un problema non significa necessariamente attaccare chi amministra.
Al contrario, credo che una comunità cresca quando i cittadini possono esprimere liberamente le proprie osservazioni, quando chi governa è disposto ad ascoltarle e quando dalle critiche possono nascere proposte e soluzioni.
Le poche idee che ho portato questa sera non pretendono di essere la soluzione ai problemi di Lentini.
Potrebbero però essere un punto di partenza.
Un punto di partenza per un confronto serio, concreto e costruttivo tra cittadini, Consiglio comunale e Amministrazione.
Avrei voluto affrontare anche altri problemi, come il rapporto con Impregico (l’assessore Pappalardo sa di cosa parlo), dei silenzi dell’assessore Ira, Cristiano, Stuto, del perché ad oggi non abbiamo un Vicesindaco, dell’attuale latitanza dell’opposizione e consentitemi la battuta, mi auguro che il consigliere Marchese abbia concluso le sue riflessioni.
Perché amministrare una città non significa soltanto prendere decisioni importanti. Il vostro onere è proporre e attuare, ma la vera riuscita lo conferma l’apprezzamento dei cittadini.
Questo significa ascoltare, confrontarsi, accettare le critiche quando sono fondate e, quando necessario, avere la capacità di cambiare rotta.
Siamo tutti qui, ciascuno con il proprio ruolo e le proprie responsabilità, per un obiettivo comune: fare di Lentini un luogo migliore in cui vivere e ai giovani lentinesi dico,
non cambiate Paese invece di cambiare il Paese.
Vi ringrazio per la pazienza e l’attenzione.
