Lentini – Passata la sbornia elettorale e spenti i riflettori dei comizi in piazza Umberto, per la politica lentinese è arrivato il momento della verità. E il quadro che emerge dalle prime manovre di palazzo è ben lontano da quella storiella di trasparenza, autonomia e “limpidezza” raccontata agli elettori durante la campagna elettorale.
Se si guardano i fatti con lucidità, il vero trionfatore di questa tornata per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale ha un nome e un cognome ben precisi: l’On. Riccardo Gennuso (Forza Italia).
L’asse PD-Forza Italia e la vittoria di Pupillo
Il successo del neo sindaco Enzo Pupillo non è stato affatto una vittoria “in solitaria” o di pura identità progressista. A conti fatti, l’elezione di Pupillo è stata blindata e determinata proprio dal peso specifico di Forza Italia, oggi ampiamente rappresentata sia nella giunta che nell’assise cittadina.
L’esempio più lampante di questa nuova geometria politica è stato il “gemellaggio” strettissimo tra PD e Forza Italia che ha portato all’elezione di Krinzia Barbagallo alla Presidenza del Consiglio comunale. Un accordo perfetto, che svela però gli “altarini” e i reali equilibri di potere.
Dai comizi contro i “forestieri” al “Santo Protettore” di Rosolini
In campagna elettorale Pupillo è stato un fiume in piena: dal palco ha puntato il dito contro il suo avversario di centrodestra, l’avvocato Giuseppe Fisicaro, accusandolo di essere una “pedina” del sindaco di Melilli, l’On. Giuseppe Carta, e promettendo ai cittadini che mai avrebbe dato spazio ai politici forestieri.
I fatti, oggi, dicono altro. Sottobanco, lo schieramento di Pupillo ha accolto a braccia aperte la lista civica “Lentini C’È”, infarcita di esponenti azzurri come il commissario di Forza Italia Pippo Innocenti e l’ex assessore Alfio Ira. La morale? Anche il grande propagandista dell’autonomia locale aveva il suo “Santo Protettore” esterno: l’On. Gennuso da Rosolini.
PD silente e spaccato: Claudia Saccà verso le dimissioni?
In tutto questo intreccio, la posizione del Partito Democratico appare grottesca. Il PD tace, quasi a voler prendere le distanze da un patto indigesto per dire “i nodi sono vostri, scioglieteveli da soli”.
La segretaria cittadina del PD, Claudia Saccà, che fin dall’inizio si è spesa in prima persona per la candidatura di Pupillo, si ritrova ora ai margini, esclusa anche dalla giunta comunale. Di fronte a una simile restaurazione delle vecchie logiche di potere che lei stessa aveva combattuto, le sue dimissioni dalla carica di segretaria sembrano oggi l’unica scelta coerente rimasta sul tavolo.
La bomba a orologeria: in arrivo le “bollette d’oro”
Ma il conto più salato di questa mancanza di trasparenza non lo pagherà la politica, bensì i cittadini. Un futuro sereno per l’amministrazione Pupillo è un’illusione destinata a infrangersi molto presto.
La vera bomba scoppierà quando nelle case dei lentinesi arriveranno le cartelle esattoriali e le “bollette d’oro” dell’acqua e dei rifiuti inviate dall’Agenzia delle Entrate. Il sindaco Pupillo, infatti, ha preferito tacere in campagna elettorale, ma ha accettato su tutta la linea la decisione del Commissario Straordinario di trasmettere al fisco i ruoli degli ultimi cinque anni.
I comizi sono finiti, le maschere sono cadute. Solo il tempo continuerà a svelare tutti i retroscena di una campagna elettorale venduta come “svolta” e rivelatasi, nei fatti, il solito gioco delle sedie.
Nello La Fata
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