Quello che manca è l’indizione della gara d’appalto.
Lentini – Siamo alle solite lentezze burocratiche come la vicenda, questa di una vergogna planetaria, della Risonanza magnetica, una tecnologia molto utile che viene usata prevalentemente a scopi diagnostici e per evitare anche i soliti viaggi A/R dagli altri ospedali che ne sono in possesso.
Delle quattro strutture ospedaliere provinciali solo l’ospedale di Lentini non ha questo utile e fondamentale servizio.
Ma non bisogna demordere in quanto non siamo figli di un Dio minore e che è un nostro diritto aver questo avanzato servizio per la vita.
Il nuovo commissario dell’ Asp provinciale non ha più scuse, come i suoi predecessori, nel non dovere procedere all’acquisto e alla collocazione senza più rimandi.
Però la storia della riqualificazione dello stabile di piazza Moro deve essere raccontata perché per il completamento ci sono voluti tre appalti uno in corso e due completati. Il primo per il Cot ( centro operativo territoriale) piano semi interrato di 189,00 mila euro, secondo per la casa di comunità piano terra e primo piano di 1.200,00, basa d’asta 1.750,00, terzo per il completamento del secondo piano con le somme del risparmio della basa d’asta della casa di comunità di oltre 500mila euro. Su questo saremo più precisi quando vedremo la pubblicazione della gara d’appalto che dovrebbe avvenire quanto prima. Tre appalti per lo stesso stabile, fuori da ogni logica, e non sappiamo ancora il tempo necessario per il completamento del secondo e non sappiamo se hanno previsto l’impianto solare per completare il cerchio del quarto appalto. Morale della favola a parte, bisogna che si completi lo stabile per liberare il secondo piano dell’ospedale per la medicina e la geriatria e fare ritornare il distretto territoriale a Piazza Aldo Moro per l’utenza e far vivere un quartiere, come una volta, prima della sciagurata scelta dell’integrazione territorio-ospedale. L’integrazione è ben altra cosa di un semplice fatto fisico, ma una organizzazione di servizi alla comunità utili e funzionali. Care teste pensanti.
Luigi Boggio
