Lentini – So che Lentini ha una vena tecnologica, abbiamo un provider locale, una realtà nazionale dove ci lavorano parecchi tecnici. Ho avuto modo, tramite mia figlia, di conoscere matricole che promettevano bene e soprattutto erano curiosi di conoscere, tempo fa ho assistito ad un tentativo di realizzazione di un L.U.G., a Carlentini abbiamo l’ITIS, perdonatemi ma io lo conosco così, addirittura con triennio informatico e meccatronico.
Mi domando, perché non esiste una comunità locale che raggruppi tutti i curiosi di informatica, un gruppo dove potersi confrontare, approfondire idee e magari aiutarsi l’un l’altro per imparare a conoscere questo mondo. Dove i più esperti possono organizzare corsi per neofiti, presentazioni, coinvolgere le realtà locali per intraprendere collaborazioni su progetti reali, progetti civic tech per migliorare la vita dei cittadini, collaborare con scuole, aziende locali e Enti.
Questa riflessione non vuole essere una critica ma un momento di riflessione, provate a pensare quante volte volevate affrontare un progetto ma non avevate le competenze specifiche su una parte dello stesso, pertanto o viene abbandonato o realizzi qualcosa che non è quello che avresti voluto. Si lo so a cosa pensate, mica posso svelare l’idea, ma un’idea non realizzata o mal fatta non è la stessa cosa. Questa mentalità del tutto o niente la trovo deleteria, per chi ha la capacità di essere creativo. Ho vissuto momenti simili e quando si riesce a creare un Team affiatato che cerca soluzioni senza pregiudizi avviene una magia, le idee si concretizzano e l’entusiasmo invade tutti.
Basta, vedere il bicchiere mezzo vuoto, sento dire spesso “Lintini è pessa, nun c’è nenti”, ma cosa fa ognuno di noi per migliorare la situazione. Delegare ad altri o sperare che un singolo riesca a concretizzare qualcosa è un errore che abbiamo commesso ripetutamente tutti, abbandonando buone idee alla minima difficoltà o soprattutto ritrovandoci soli. Il futuro è dei giovani, ed in considerazione degli errori che noi della vecchia generazione abbiamo commesso penso che dobbiamo tentare di trasmettere queste esperienze ed evitare che in futuro i giovani commettano i nostri stessi errori.
Creare un’associazione credo possa essere un mezzo che consenta di aggregare, uno strumento che può crescere e far crescere tutti, dove ognuno di noi porta le proprie esperienze e li trasmette a chi è interessato a conoscerle, si potrebbero organizzare:
– Workshop e Corsi: Organizza sessioni pratiche su tecnologie emergenti (AI, blockchain, IoT), linguaggi di programmazione (Python, JavaScript, Go), sviluppo web o mobile. Anche corsi base per chi si avvicina all’informatica.
– Talk e Presentazioni: Invitare esperti locali (o anche membri più esperti dell’associazione) a condividere le loro esperienze o presentare progetti interessanti.
– Mentoring: Crea un programma dove membri più esperti guidano i neofiti o chi vuole approfondire un campo specifico.
– Progetti Open Source: Lavorare insieme su software open source, magari utili per il comune o per altre associazioni locali. Questo offre visibilità e un portfolio concreto.
– Progetti “Civic Tech”: Sviluppare soluzioni tecnologiche per migliorare la vita dei cittadini, in collaborazione con il comune o altre realtà locali (es. App per segnalazioni, portali per servizi).
– Eventi Sociali: Organizza serate informali, aperitivi a tema tech, sessioni di “coding & pizza”.
– “Show & Tell”: Sessioni in cui i membri possono mostrare i propri progetti personali e ricevere feedback.
Si potrebbe iniziare con piccoli eventi, magari chiedendo uno spazio pubblico al comune o ad una scuola, organizzando sessioni di presentazione dei linguaggi di programmazione o le nuove tecnologie come AI, trovando insieme argomenti che possono interessare. Cosa molto importante è far capire, soprattutto ai giovani, l’opportunità di avere un punto di riferimento un luogo dove poter chiedere di approfondire un determinato argomento dove trovare un aiuto concreto per la soluzione del suo problema.
Coinvolgendo anche le aziende locali gli si potrebbe chiede cosa sarebbe utile per risolvere alcune delle loro difficoltà e magari studiare un progetto ad hoc.
Per concludere, ho voluto esternare questa idea per capire cosa è possibile fare per realizzare un’associazione che abbia questo scopo e non ho preconcetti sulla partecipazione di tutti coloro che sono interessati, per cui se avete voglia di parlarne potete inviare una e-mail alla redazione “La Notizia” così possiamo conoscerci e magari programmare un incontro per confrontarci.
L.B.
