Siracusa – L’ultimo incontro tra il Forum per l’Acqua Pubblica e i vertici di Aretusacque conferma un quadro allarmante: depositi cauzionali confermati, nessuna garanzia contro gli aumenti delle bollette, investimenti senza tempi certi.
Eppure, quando si tratta di distribuire incarichi, definire assetti di potere e occupare poltrone, la macchina sembra funzionare molto meglio.
Il sospetto politico è che dietro la gestione dell’acqua si stiano consolidando equilibri di potere nei quali gli interessi dei cittadini rischiano di diventare l’ultima preoccupazione.
Non lanciamo accuse senza prove. Ma pretendiamo che si faccia piena luce sui rapporti tra politica, società pubbliche e private, organismi di controllo e centri decisionali.
Chi decide davvero? Chi controlla i controllori? Quali logiche governano nomine, incarichi e scelte economiche?
Cosa scorre nell’asse Italia – Carta – Giansiracusa? E’ un acquedotto ben collaudato proprio mentre a Siracusa l’acquedotto e’ un colabrodo.
Sembra un film comico ma e’ la realta’.
E soprattutto: perché il pubblico detiene la maggioranza, ma non riesce a imporre soluzioni più favorevoli agli utenti?
Le notizie sono tutt’altro che confortanti anche per Lentini e Carlentini, dove il futuro della gestione idrica presenta troppe incognite. Quali tariffe, quali investimenti, quali garanzie? I cittadini hanno diritto di sapere prima, non quando le decisioni saranno ormai irreversibili.
A Francofonte, intanto, resta aperta la partita giudiziaria: il 3 dicembre è prevista l’udienza sul ricorso promosso dalla precedente amministrazione comunale.
Una vicenda che impone ulteriori interrogativi sulla legittimità delle procedure e sulle conseguenze delle scelte compiute.
Per Progresso & Legalità è arrivato il momento di rompere il muro delle convenienze politiche e dei silenzi istituzionali.
Non vogliamo che l’acqua diventi terreno di spartizione di poltrone, rendite di posizione e consolidamento di lobby di potere.
Chiediamo trasparenza su nomine, compensi, rapporti societari, tariffe, investimenti e responsabilità politiche. Tutto alla luce del sole.
L’acqua è un diritto dei cittadini, non un bancomat per gli equilibri del potere.
E sia chiaro: non ci interessano le poltrone di chi comanda, ma i diritti di chi paga.
L’On. Giuseppe Carta, presidente della Commissione Ambiente all’ARS perche’ non approfondisce la questione, convocando e dando una strigliata ai suoi cari amici.
Acqua, Energia e Rifiuti in terra di Sicilia hanno un odore strano e un bisogno di una luce accecante di legalita’.
Su questi intrecci non faremo sconti a nessuno.
PROGRESSO & LEGALITÀ – COMITATO CIVICO
L’ultimo incontro tra il Forum per l’Acqua Pubblica e i vertici di Aretusacque conferma un quadro allarmante: depositi cauzionali confermati, nessuna garanzia contro gli aumenti delle bollette, investimenti senza tempi certi.
Eppure, quando si tratta di distribuire incarichi, definire assetti di potere e occupare poltrone, la macchina sembra funzionare molto meglio.
Il sospetto politico è che dietro la gestione dell’acqua si stiano consolidando equilibri di potere nei quali gli interessi dei cittadini rischiano di diventare l’ultima preoccupazione.
Non lanciamo accuse senza prove. Ma pretendiamo che si faccia piena luce sui rapporti tra politica, società pubbliche e private, organismi di controllo e centri decisionali.
Chi decide davvero? Chi controlla i controllori? Quali logiche governano nomine, incarichi e scelte economiche?
Cosa scorre nell’asse Italia – Carta – Giansiracusa? E’ un acquedotto ben collaudato proprio mentre a Siracusa l’acquedotto e’ un colabrodo.
Sembra un film comico ma e’ la realta’.
E soprattutto: perché il pubblico detiene la maggioranza, ma non riesce a imporre soluzioni più favorevoli agli utenti?
Le notizie sono tutt’altro che confortanti anche per Lentini e Carlentini, dove il futuro della gestione idrica presenta troppe incognite. Quali tariffe, quali investimenti, quali garanzie? I cittadini hanno diritto di sapere prima, non quando le decisioni saranno ormai irreversibili.
A Francofonte, intanto, resta aperta la partita giudiziaria: il 3 dicembre è prevista l’udienza sul ricorso promosso dalla precedente amministrazione comunale.
Una vicenda che impone ulteriori interrogativi sulla legittimità delle procedure e sulle conseguenze delle scelte compiute.
Per Progresso & Legalità è arrivato il momento di rompere il muro delle convenienze politiche e dei silenzi istituzionali.
Non vogliamo che l’acqua diventi terreno di spartizione di poltrone, rendite di posizione e consolidamento di lobby di potere.
Chiediamo trasparenza su nomine, compensi, rapporti societari, tariffe, investimenti e responsabilità politiche. Tutto alla luce del sole.
L’acqua è un diritto dei cittadini, non un bancomat per gli equilibri del potere.
E sia chiaro: non ci interessano le poltrone di chi comanda, ma i diritti di chi paga.
L’On. Giuseppe Carta, presidente della Commissione Ambiente all’ARS perche’ non approfondisce la questuone, convocando e dando una strigliata ai suoi cari amici.
Acqua, Energia e Rifiuti in terra di Sicilia hanno un odore strano e un bisogno di una luce accecante di legalita’.
Su questi intrecci non faremo sconti a nessuno.
Il caso sara’ affrontato anche a Lentini questa
