Lentini – Un pasticcio burocratico o un vero e proprio giallo democratico? Se lo stanno chiedendo in queste ore i cittadini di Lentini, costretti ad assistere a uno scenario surreale a seguito delle elezioni amministrative dello scorso 24 e 25 maggio.
A distanza di giorni dal voto, la proclamazione e la convalida degli eletti al Consiglio Comunale sono ancora congelate. Il motivo? Un caos nei verbali che rischia di passare alla storia – non solo locale, ma forse nazionale – per un paradosso matematico e democratico mai visto prima: la convalida di meno voti rispetto ai votanti reali.
I numeri che non tornano
Il cuore del problema risiede nei conteggi emersi dai verbali redatti dai presidenti delle 32 sezioni elettorali del comune siracusano.
I dati ufficiali dicono che alle urne si sono recati 10.962 elettori. Eppure, dalle carte certificate finora, i voti totali risultano essere 10.831.
Il dato shock: all’appello mancano esattamente 131 voti.
Non si sta parlando di schede bianche o nulle (che fanno comunque numero sul totale dei votanti), ma di preferenze letteralmente evaporate tra le righe dei verbali. Una discrepanza che non può essere liquidata con un’alzata di spalle o con la rassegnata formula del “questo è quanto emerge dalle carte”. I cittadini hanno il diritto sacrosanto di sapere esattamente come si sono espressi tutti i 10.962 lentinesi che si sono recati alle urne.
L’Ufficio Centrale Elettorale nel ciclone
Per dipanare la matassa e sciogliere ogni dubbio era stata istituita la sezione speciale (l’Ufficio Centrale Elettorale). Tuttavia, anziché fare chiarezza, i controlli centralizzati sembrano aver amplificato i dubbi e il nervosismo generale. Quello che doveva essere un normale passaggio di verifica si è trasformato in un labirinto burocratico da cui nessuno, al momento, riesce a trovare l’uscita.
La tensione in città è palpabile e il rischio che la situazione degeneri dal punto di vista politico e dell’ordine pubblico si fa ogni ora più concreto. La fiducia nelle istituzioni locali è ai minimi storici.
L’appello: serve l’intervento di Prefetto e Procura
Di fronte a una paralisi di questa portata, la diplomazia locale non basta più. Appare ormai inevitabile e urgente un triplice intervento per fare luce sul “caso Lentini” il Prefetto di Siracusa: per garantire la tenuta democratica e valutare eventuali profili di illegittimità costituzionale nella composizione del consiglio; la Procura della Repubblica: per accertare se dietro a questi “errori di calcolo” e incongruenze nei verbali si celino fattispecie di reato o falsità in atto pubblico; la politica regionale e nazionale non può restare a guardare mentre un intero comune rischia il blocco amministrativo a causa di un blackout burocratico.
Lentini non può permettersi di partire con un Consiglio Comunale zoppo, gravato dal sospetto e dall’ombra dell’errore. La democrazia non è un’approssimazione: ogni singolo voto conta, e ogni singolo voto deve essere trovato.
Nello La Fata
