Lentini – L’impegno instancabile e i profondi sacrifici personali che Giuseppe Vasta ha profuso per il bene di Lentini sono sempre stati sotto gli occhi di tutti. Eppure, oggi ci troviamo a commentare una realtà amara: Lentini, purtroppo, sembra aver smarrito la capacità di distinguere il bene dal male, il valore dell’onestà dal calcolo politico.
Giuseppe è stato uno dei pochissimi amministratori capaci di declinare la politica nel suo significato più nobile: il servizio. Non un uomo da poltrona o da proclami social, ma una presenza costante sul territorio. Lo abbiamo visto tutti, in ogni angolo del paese, seguire personalmente i lavori di riparazione delle perdite idriche o vigilare sui cantieri per tappare le troppe buche che storicamente costellano le nostre strade. Una dedizione pratica, fisica, mossa solo dall’amore per la propria comunità.
La memoria corta di una comunità distratta
La nostra città, tuttavia, soffre di una grave forma di amnesia collettiva. Dimentica con sconcertante disinvoltura e, sistematicamente, non premia chi lavora davvero. Al contrario, assistiamo periodicamente al solito copione: gli avventurieri di turno, i venditori di fumo e i demagoghi vengono accolti a braccia aperte. Salvo poi, puntualmente, risvegliarsi dal sogno con una delusione cocente, dolorosa e pagata a caro prezzo da tutta la cittadinanza.
Nemo propheta in patria, caro Giuseppe. Nessuno è profeta nella propria terra, e Lentini purtroppo non fa eccezione.
Oggi Lentini rischia di trasformarsi definitivamente nel paese dei furbi e dei depredatori seriali, un luogo in cui le persone perbene – specialmente quando decidono di prestarsi alla politica – vengono sonoramente bocciate e isolate. Questo accade perché l’onestà e il rigore “disturbano il manovratore” di turno e rompono quegli ingranaggi di convenienza che bloccano lo sviluppo del paese.
I risultati di questa deriva sono ormai evidenti e tangibili sotto gli occhi di tutti. Una città che non ringrazia chi si spende per essa, ma che preferisce snobbare, dimenticare e talvolta umiliare le sue risorse migliori, è una città destinata a rimanere ferma.
Chi ha amministrato con le mani pulite e il cuore aperto, però, cammina a testa alta.
Un forte e caloroso abbraccio, Giuseppe.
Nello
