Lentini – Enzo Pupillo è il nuovo sindaco di Lentini. Il verdetto delle urne consegna la città al candidato del centrosinistra e del Partito Democratico, che con il 43% delle preferenze ha superato sul filo di lana il rivale di centrodestra Giuseppe Fisicaro, fermatosi al 42%. Ma la festa nei comitati del centrosinistra si è scontrata quasi subito con la dura realtà dei numeri usciti dalle urne per il Consiglio comunale.
Se Pupillo ha vinto la sfida diretta tra i candidati sindaco, le liste collegate a Fisicaro avrebbero invece superato la soglia psicologica e legale del 50%, attestandosi al 51%. Un risultato che, per effetto della legge elettorale, farebbe scattare il cosiddetto “premio di maggioranza rovesciato” o, per meglio dire, blinderebbe la maggioranza consiliare a favore dello schieramento perdente. Il sindaco Pupillo si troverebbe a governare con appena 6 consiglieri dalla sua parte, mentre l’opposizione guidata da Fisicaro ne schierererebbe ben 9.
Si può parlare di una vittoria di Pirro? Per molti versi sì: Pupillo ha conquistato la corona, ma rischia di non avere lo scettro per governare.
Per potere amministrare la città e non vedere la propria consiliatura naufragare dopo pochi mesi, il neo-sindaco dovrebbe affrontare un vero e proprio percorso a ostacoli. Le “montagne” principali da superare in aula sarebbero tre: il Bilancio di previsione e il Consuntivo sono gli atti politici e amministrativi più importanti di un Comune. Senza l’approvazione del bilancio, la macchina amministrativa si bloccherebbe: non si possono programmare spese, non si possono assumere impegni per i servizi essenziali. Con 9 consiglieri contro 6,di cui 1 andrebbe al terzo candidato sindaco Efrem Sanzaro, il centrodestra avrebbe il potere teorico di bocciare ogni documento economico, paralizzando la giunta Pupillo.
La prima prova di forza avverrebbe alla prima seduta. Con questi numeri, la Presidenza del Consiglio comunale (figura chiave che decide l’ordine del giorno e i tempi del dibattito) spetterebbe di diritto al centrodestra di Fisicaro. Anche le commissioni consiliari permanenti sarebbero a maggioranza dell’opposizione, il che significa che ogni delibera proposta dal sindaco arriverebbe in aula dopo essere stata “vagliata” e potenzialmente modificata dai suoi avversari politici.
Gli scenari futuri
Davanti a questo scenario, la domanda sorge spontanea: come si governerebbe una città in queste condizioni? Il sindaco Pupillo ha davanti a sé solo due strade: la via del compromesso istituzionale (Le “convergenze parallele”): Il sindaco dovrà spogliarsi delle vesti di capo fazione e indossare quelle del mediatore. Dovrebbe presentare in aula provvedimenti così trasversali, legati al bene della città (fondi PNRR, manutenzioni ordinarie, servizi sociali), che per l’opposizione sarebbe politicamente “suicida” bocciare davanti agli occhi dei cittadini.
Se nessuna di queste strategie funzionerà, il rischio concreto è quello di una paralisi amministrativa che porterebbe Lentini a mesi di stallo, fino alle inevitabili dimissioni del sindaco o a una logorante crisi istituzionale. La vittoria di Enzo Pupillo è storica per il centrosinistra locale, ma il vero capolavoro politico inizierebbe adesso: dimostrare che si può guidare una città anche con il vento istituzionale totalmente contrario.
Nello La Fata
