Lentini – Una ristrutturazione a metà che rischia di trasformarsi nell’ennesima opera incompiuta della sanità siciliana. I lavori presso il Distretto Territoriale Sanitario di piazza Aldo Moro sono giunti al giro di boa, ma le notizie che trapelano non sono rassicuranti: entro giugno lo stabile sarà consegnato, ma il secondo piano resterà un cantiere aperto.
Il motivo? La solita, cronica mancanza di fondi. Una giustificazione che non convince il Comitato Unitario di Salute Pubblica, il quale punta il dito contro una gestione delle risorse che appare poco lungimirante.
Secondo il Comitato, il problema economico che sta bloccando il completamento del secondo piano avrebbe potuto trovare una soluzione interna e immediata. Si parla di una cifra superiore ai 500 mila euro, derivante dal ribasso d’asta dell’appalto per la Casa di Comunità. Risorse che, se svincolate e reinvestite correttamente, avrebbero permesso di ultimare l’intera struttura, restituendo ai cittadini un presidio sanitario completo e funzionale.
Posti letto “congelati” e uffici fuori posto
Le conseguenze di questo stallo non sono solo burocratiche, ma gravano direttamente sull’assistenza ai pazienti. Il completamento dei lavori è la condizione necessaria per:
– Sbloccare 20 nuovi posti letto tra Medicina e Geriatria
– Liberare i reparti ospedalieri attualmente “occupati” dagli uffici del Distretto, trasferendoli finalmente nella loro sede naturale di piazza Aldo Moro.
In un territorio che soffre già per la carenza di posti letto, mantenere reparti ospedalieri adibiti a uffici amministrativi rappresenta uno spreco di spazio e di salute che la zona nord di Siracusa non può più permettersi.
La mobilitazione è già partita. Il Comitato ha richiesto con fermezza un incontro con il nuovo Commissario dell’ASP di Siracusa, chiedendo al contempo il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali: il Sindaco di Carlentini e il Commissario straordinario del Comune di Lentini. Il confronto è previsto per martedì prossimo.
”Non resteremo a guardare mentre una struttura fondamentale per il nostro bacino d’utenza scivola nell’agonia,” fanno sapere dal Comitato. “Saremo vigili affinché il Distretto torni a essere un punto di riferimento per l’intera zona nord e non un contenitore vuoto o completato solo in parte.”
La palla passa ora ai vertici dell’azienda sanitaria e alle autorità civili. La domanda resta una: si troverà la volontà politica di sbloccare quei fondi per garantire il diritto alla salute dei cittadini lentinesi e dei comuni limitrofi?.
Nello La Fata
