Francofonte – La storia di Pietro D’Aquino è l’emblema di una burocrazia che, invece di sostenere i cittadini più fragili, rischia di soffocarli. Il signor D’Aquino, un uomo invalido residente a Francofonte, ha visto la propria pensione bloccata a causa di una catena di ritardi e dimenticanze da parte dell’Inps di Siracusa.
La cronologia del disservizio
Tutto ha inizio a settembre 2025, quando il signor D’Aquino avrebbe dovuto sottoporsi alla visita di revisione dell’invalidità.
In quell’occasione, gli viene concessa una proroga di sei mesi per integrare la documentazione necessaria. Nonostante la sospensione temporanea della pensione fino a dicembre, l’uomo provvede a preparare tutti i documenti richiesti, restando in attesa della convocazione ufficiale che sarebbe dovuta arrivare entro il semestre di proroga.
Tuttavia, la convocazione non arriva mai. “Si erano dimenticati di chiamarmi”, denuncia D’Aquino nel video. È solo grazie alla sua intraprendenza che la situazione si sblocca: recatosi personalmente agli uffici di Siracusa il 25 marzo, gli impiegati ammettono la dimenticanza e fissano d’urgenza la visita per il 27 marzo scorso.
Il paradosso: visita superata, ma niente soldi
Nonostante l’esito positivo della revisione del 27 marzo, il calvario non si conclude. Il primo di aprile e il primo di maggio passano senza che la pensione venga accreditata.
Dopo diverse sollecitazioni telefoniche tramite la sede centrale di Roma, un dirigente di Siracusa ha confermato che la pratica è stata sbloccata il 21 aprile, ma ha anche gelato l’uomo con una notizia drammatica: il pagamento non avverrà prima del primo giugno.
L’appello alle istituzioni
”Come devo fare a mangiare e a prendere le pillole?”, si domanda con amarezza D’Aquino.
La situazione è critica, poiché l’uomo necessita di farmaci salvavita che non può permettersi senza il sussidio che gli spetta di diritto.
Davanti alle telecamere di lanotizia.tv Pietro D’Aquino lancia un appello accorato non solo all’Inps, affinché acceleri le procedure di pagamento già autorizzate, ma anche al Prefetto di Siracusa. La richiesta è chiara: un intervento immediato per far sì che la pensione venga erogata entro il mese di maggio, senza costringere un invalido ad attendere ulteriormente per colpe non sue.
”Sono stanco di questa situazione” – conclude l’uomo. Una stanchezza che è quella di chi si sente abbandonato dalle istituzioni proprio nel momento del bisogno.
Nello La Fata
