di Nello La Fata
Lentini – Le elezioni amministrative a Lentini, fissate per il 24 e 25 maggio 2026, si prospettano come una delle competizioni elettorali più frammentate e tese degli ultimi anni. La caduta della giunta guidata da Rosario Lo Faro, sancita dalla mozione di sfiducia approvata il 16 marzo 2026, ha lasciato un vuoto di potere che i vari schieramenti stanno cercando di colmare in un clima di forte contrapposizione.
Ecco il quadro della situazione politica e dei possibili scenari:
il sindaco uscente è decaduto dopo l’approvazione di una seconda mozione di sfiducia (11 voti favorevoli, 3 contrari). La sua amministrazione, nata da un’alleanza tra PD e M5S, aveva subito numerosi rimpasti, arrivando a imbarcare persino pezzi del centrodestra (Fratelli d’Italia e MPA/Grande Sicilia) prima della rottura definitiva. regionale che traghetterà l’ente fino al voto.
Lo scacchiere dei candidati e delle coalizioni
Sebbene le liste ufficiali non siano ancora state depositate, le manovre sottobanco delineano tre poli principali:
– Il Centrodestra “a trazione civica”: Gruppi come Grande Sicilia (MPA), guidato localmente da Enzo Reale, e Fratelli d’Italia (con Rossella Consiglio) sono stati i motori della sfiducia. L’obiettivo è presentare un fronte unito, ma rimangono incognite sulla figura del candidato sindaco.
Il campo largo (PD e M5S)
Dopo aver sostenuto Lo Faro all’inizio e avergli poi voltato le spalle, il Partito Democratico (rappresentato da Ciro Greco) e il Movimento 5 Stelle (Maria Cunsolo) stanno cercando di capire se sia possibile riproporre un’alleanza. Il rischio è pagare elettoralmente l’instabilità degli ultimi anni.
L’incognita delle liste civiche
Movimenti come “Insieme in Movimento” (che è rimasto fedele a Lo Faro fino alla fine con Maria Grazia Culici) e “L’Altra Lentini” potrebbero giocare il ruolo di “ago della bilancia” o correre con candidati indipendenti per intercettare il voto di protesta.
I temi caldi della campagna elettorale
Chiunque vincerà dovrà affrontare una situazione amministrativa complessa:
– Stabilità politica: Dopo anni di rimpasti e crisi di nervi in Consiglio, la città chiede una maggioranza capace di durare cinque anni
– Pnrr e Opere Pubbliche: Lo Faro ha rivendicato fino all’ultimo la bontà dei progetti pronti a partire; la nuova amministrazione dovrà gestire i cantieri e i fondi europei senza perdere tempo.
Sicurezza e Legalità
La campagna elettorale è iniziata sotto l’ombra di atti intimidatori (come la cartuccia lasciata sull’auto del consigliere Giuseppe Vasta), alzando la guardia sul controllo del territorio.
La situazione è in piena evoluzione: resta da vedere se prevarrà la spinta al rinnovamento o se le vecchie logiche di coalizione porteranno a una nuova frammentazione.
A Lentini i simboli tradizionali (PD, Fratelli d’Italia, Forza Italia) vengono percepiti come “pesanti” a causa dell’instabilità degli ultimi anni. Molti leader politici preferiscono quindi nascondersi dietro sigle civiche per:
– Intercettare il voto degli indecisi e dei delusi.
– Aggregare pezzi di schieramenti opposti che non potrebbero mai stare insieme sotto una bandiera ufficiale (come accaduto negli ultimi rimpasti di Lo Faro).
Durante il dibattito sulla sfiducia, Lo Faro ha esplicitamente parlato di una manovra “eterodiretta da fuori città”, puntando il dito contro i deputati regionali che starebbero già preparando il terreno per le elezioni di maggio 2026.
Il sospetto
Che molti candidati “civici” siano in realtà pedine di un gioco più grande che riguarda gli equilibri alla Regione Siciliana, con l’obiettivo di “conquistare” Lentini tramite prestanome locali.
Al momento, gli sguardi sono puntati su alcuni nomi che potrebbero incarnare questo profilo:
Ex fedelissimi di Lo Faro
Chi ha abbandonato la nave prima che affondasse potrebbe tentare la carta della “lista puramente civica” per smarcarsi dal fallimento dell’amministrazione precedente.
Esponenti del centrodestra frammentato
Con Forza Italia e MPA in fibrillazione, non è escluso che emerga un candidato “moderato” sostenuto dai partiti ma senza simboli ufficiali,
per non spaventare l’elettorato di sinistra.
Un “civico camuffato” si riconosce solitamente da due indizi:
– Se ai comizi di una lista “spontanea” si vedono costantemente deputati regionali o nazionali, la natura civica è solo una facciata.
– Se tra i candidati al consiglio comunale figurano storici segretari di partito o ex assessori di lungo corso, il “camuffamento” è servito.
In una città che ha appena visto cadere un sindaco per “crisi di fiducia” tra i palazzi, l’elettore lentinese sembra quest’anno particolarmente sospettoso verso chiunque non dichiari apertamente chi sono i propri compagni di viaggio.
(n.l.f.)
